La Roma travolge la Fiorentina all’Olimpico e rilancia con forza la propria corsa Champions: 4-0 netto, partita chiusa già nel primo tempo e sensazione di superiorità evidente in ogni zona del campo. Una vittoria pesantissima per i giallorossi, che sfruttano il turno favorevole e gli errori delle avversari e si riportano a ridosso del quarto posto quando mancano ormai soltanto tre giornate alla fine del campionato.
Il contesto era chiarissimo. La squadra di Gasperini arrivava da settimane complicate ma anche da segnali di crescita, mentre la Fiorentina si presentava all’Olimpico con una classifica ancora non del tutto tranquilla e soprattutto senza Kean e Piccoli, assenze che pesano immediatamente nell’equilibrio offensivo dei viola. Sotto gli occhi di Corbin Friedkin, la Roma – che si schiera con un 3-4-1-2 con Cristante più alto e Pisilli in mediana accanto a Koné – parte con aggressività e intensità, mentre gli uomini di Vanoli appaiono troppo morbidi sin dalle prime battute. L’avvio giallorosso è feroce. Al 12’ Malen accelera centralmente, punta la difesa viola e lascia partire una conclusione deviata che sbatte sulla traversa prima di terminare in angolo. È il preludio al vantaggio. Dal corner successivo battuto da Pisilli arriva infatti l’1-0: Mancini prende il tempo sul primo palo e di testa supera De Gea. L’Olimpico esplode e la Roma continua a spingere senza rallentare. Passano appena quattro minuti e al 17’ arriva il raddoppio. L’azione nasce ancora dalla corsia destra, con Celik e Soulé che sfondano nella metà campo viola. Hermoso lavora bene il pallone in area e scarica all’indietro per Wesley, che calcia di prima intenzione trovando il secondo palo e battendo ancora De Gea. La Fiorentina prova a rimettere ordine ma fatica terribilmente a contenere le accelerazioni romaniste. Al 25’ Pongracic è costretto a spendere il giallo per fermare Malen, continuamente imprendibile negli spazi. La Roma non smette di attaccare e al 34’ cala anche il tris. Koné sfonda sulla linea di fondo dopo aver saltato Fagioli, mette un pallone forte e teso al centro dove Hermoso arriva da due passi e appoggia in rete il 3-0. Una giocata che fotografa perfettamente la differenza di intensità tra le due squadre e sublima il gioco gasperiniano. La prima frazione si chiude con l’Olimpico in festa e una Fiorentina completamente disorientata.
Durante l’intervallo Vanoli prova a cambiare qualcosa inserendo Parisi, Comuzzo e il giovane Braschi al posto di Harrison, Pongracic e Gudmundsson. L’impatto del nuovo entrato è immediato. Al 47’ Braschi, al primo pallone toccato in Serie A, controlla e calcia di destro colpendo il palo con Svilar che ringrazia la dea bendata. È l’unico vero sussulto viola della serata. La Roma, invece, riprende subito il controllo della partita. Al 49’ Hermoso viene ammonito, poi al 52’ Malen torna a seminare il panico: parte da sinistra, si accentra e conclude dal limite, De Gea riesce appena a deviare il pallone che sbatte ancora sulla traversa. L’olandese non trova il gol ma continua a essere decisivo. Al 58’ arriva infatti il poker: Malen pennella un cross morbido di esterno verso il secondo palo e Pisilli arriva con i tempi perfetti, schiacciando di testa alle spalle di De Gea per il 4-0. A quel punto la partita è completamente chiusa. Gasperini inizia la gestione delle energie e al 64’ inserisce El Shaarawy al posto di Koné. Due minuti dopo Parisi viene ammonito per un fallo su Wesley, uno dei più continui della serata. Al 72’ l’Olimpico accoglie anche il ritorno di Paulo Dybala. Fuori Mancini e Soulé, dentro Ghilardi e l’argentino, applaudito da tutto lo stadio. Poco dopo Vanoli esaurisce i cambi inserendo Fazzini e Fabbian, ma la gara non ha più nulla da raccontare. Al 82’ Gasperini completa le sostituzioni con Robinio Vaz e Ziolkowski per Malen ed Hermoso. Nel finale la Roma controlla senza alcun rischio, accompagnata da un Olimpico che torna a credere concretamente nella Champions.
Il triplice fischio certifica una vittoria larghissima, costruita con intensità, qualità e fame fin dai primi minuti. I giallorossi salgono così a 64 punti, sorpassano il Como e si portano a una sola lunghezza dalla Juventus quarta, restando anche a distanza ravvicinata dal Milan terzo. Una classifica che improvvisamente torna apertissima. La sensazione lasciata dalla serata è forte: la Roma, quando trova ritmo e aggressività, ha qualità per mettere in difficoltà chiunque. Adesso però arriva la parte finale della stagione, quella in cui serviranno continuità, lucidità e nessun passo falso negli impegni con Parma, Lazio e Verona. La Champions non è più soltanto un’ipotesi lontana: è tornata davvero dentro l’orizzonte giallorosso.
