Hermoso risponde a Krstovic: è solo 1-1 tra Roma e Atalanta. Champions più lontana

DiGiulia Sonnino

Apr 18, 2026

La Roma non va oltre l’1-1 contro l’Atalanta all’Olimpico e si lascia dietro più di un rimpianto: un punto che muove la classifica ma non basta per fare il salto verso la zona Champions. Un’occasione parzialmente sprecata per i giallorossi, che reagiscono allo svantaggio ma non riescono a completare la rimonta.

Il contesto era elettrico e delicato. Gasperini ritrovava la “sua” Atalanta in una sfida diretta pesante per l’Europa, con la Roma chiamata a dare continuità dopo la vittoria sul Pisa nel mezzo della bufera tra l’allenatore e il senior advisor Ranieri. Mancini rientra in difesa, mentre restano alcune assenze sulle corsie: Wesley deve dare forfait e davanti c’è El Shaarawy con Soulé a dare supporto a Malen. Dall’altra parte c’è una Dea organizzata e pronta a colpire in transizione. La partita si accende subito su un episodio che indirizza l’avvio, con l’Atalanta che passa in vantaggio al 12′: De Roon recupera palla su Hermoso e serve rapidamente Krstovic al limite, la difesa giallorossa si apre, l’attaccante ha spazio per girarsi e calciare di prima intenzione, battendo Svilar con un destro preciso. Un errore pesante in fase di costruzione, pagato immediatamente. La Roma accusa il colpo ma prova a reagire senza perdere tempo. Al 18’ Soulé si costruisce lo spazio per il tiro dalla distanza, ma Carnesecchi devia in angolo. Al 24’ arriva la prima grande occasione per il pari: El Shaarawy pesca Malen in area, conclusione centrale e risposta del portiere atalantino. Un erroraccio da parte dell’olandese a due passi dalla porta. I giallorossi insistono. Al 32’ ancora Malen si libera al tiro in diagonale, ma trova ancora Carnesecchi a dirgli di no. Sul ribaltamento di fronte è decisivo Svilar, che al 34’ chiude lo specchio su Ederson, al quale El Aynaoui ha regalato una splendida palla gol. La gara resta aperta e vive di continui capovolgimenti. Al 39’ ci prova Zappacosta, Svilar è attento. Un minuto dopo è la Roma a rendersi pericolosa con Celik, ma Carnesecchi risponde presente. Quando il primo tempo sembra destinato a chiudersi con l’Atalanta avanti, arriva l’episodio che riequilibra il punteggio. Al 45’ Celik mette un pallone in area, Rensch fa da sponda sul secondo palo e Hermoso coordina una girata al volo che non lascia scampo a Carnesecchi: 1-1 proprio allo scadere, un gol che riporta tutto in equilibrio.

La ripresa si apre con ritmi subito alti. Al 47’ Zalewski, appena entrato, prova a sorprendere la Roma con un tiro che sfila di poco a lato. Al 53’ è ancora lui a rendersi pericoloso, ma stavolta Svilar blocca. La Roma risponde al 58’ con El Shaarawy, che da posizione defilata trova un angolo stretto ma si scontra ancora con Carnesecchi. Al 64’ nuovo tentativo per Malen: conclusione dal limite e altra parata del portiere atalantino, protagonista assoluto della serata. Al 67’ Hermoso ci prova di testa sugli sviluppi di un cross, Carnesecchi è ancora reattivo. La pressione giallorossa cresce e al 75’ arriva la chance più grande della ripresa: Hermoso stacca bene ma colpisce la parte alta della traversa, sfiorando la doppietta e il sorpasso. L’Atalanta resta viva e prova a rispondere. Venturino poco dopo tenta di testa ma non trova la porta. Negli ultimi minuti il ritmo cala leggermente, ma la sensazione è che la partita possa accendersi da un momento all’altro. Nei quattro minuti di recupero nessuna delle due squadre riesce a trovare il guizzo decisivo. La Roma spinge senza lucidità, l’Atalanta si difende con ordine e prova a ripartire, ma il risultato non cambia più.

Il pareggio porta i giallorossi ad agganciare il Como e restare in piena corsa europea, ma senza riuscire a guadagnare terreno sulla zona Champions occupata dalla Juventus. Per l’Atalanta un punto che mantiene vive le speranze di riprendere il gruppone, lasciando invariato il distacco. La sensazione finale è quella di una partita aperta e combattuta, in cui la Roma ha avuto le occasioni migliori per vincerla ma non è riuscita a concretizzare. Un segnale a metà: la reazione c’è stata, ma per fare il salto definitivo serve più cinismo nei momenti chiave. Le ore movimentate fuori dal campo non hanno però distratto la squadra. Ora l’appuntamento è a Bologna, sabato prossimo.

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