La Roma si prende il derby, si prende il quarto posto e vede la Champions League a un passo. All’Olimpico finisce 2-0 contro la Lazio, deciso da una doppietta di Gianluca Mancini, uomo simbolo di una giornata che può pesare enormemente nella corsa europea. Con il contemporaneo ko della Juventus contro la Fiorentina, i giallorossi sorpassano i bianconeri a novanta minuti dalla fine del campionato e ora hanno il destino nelle proprie mani.
Il clima era già carico prima del fischio d’inizio. Derby pesantissimo, classifica cortissima e tensione altissima. La Lazio arriva con assenze pesanti e con Furlanetto all’esordio in Serie A tra i pali, vista l’emergenza portieri. Gasperini deve rinunciare a Koné e Pellegrini, lascia inizialmente fuori Soulé e si affida a Dybala accanto a Malen, con Cristante sulla trequarti e Pisilli in mediana. L’avvio è contratto ma intenso. Al 9’ la Roma costruisce la prima occasione: cross verso il secondo palo, Nuno Tavares anticipa Malen ma rischia l’autogol, Furlanetto si salva in tuffo deviando in angolo. La Lazio però entra meglio nella partita sul piano dell’aggressività e prova a sporcare la manovra giallorossa. Cancellieri crea i primi problemi, poi al 29’ arriva anche il gol biancoceleste con Dia dopo una respinta di Svilar, ma la rete viene annullata per un evidente fuorigioco. La squadra di Sarri continua a spingere. Al 33’ Gila svetta di testa sugli sviluppi di un corner ma manda fuori di poco. Un minuto dopo è Noslin a sfiorare il vantaggio con un diagonale che esce a centimetri dal palo. La Roma soffre ed è contratta e nel momento più delicato perde anche N’Dicka per un problema muscolare, costringendo Gasperini a ridisegnare la linea difensiva con Celik braccetto e Rensch largo a destra. Ma proprio quando la Lazio sembra avere il controllo emotivo della partita, arriva l’episodio che cambia tutto. Al 40’ corner di Pisilli e Mancini prende il tempo sul primo palo, svettando sopra tutti: colpo di testa preciso, palla alle spalle di Furlanetto e 1-0 Roma. L’Olimpico esplode e il difensore corre sotto la Sud per il suo inchino diventato ormai simbolo del derby. Nel finale di primo tempo il clima si scalda ulteriormente. Dopo uno scontro tra Cancellieri e Svilar nasce un accenno di rissa, mentre la Roma sfiora anche il raddoppio con Hermoso.
All’intervallo Gasperini cambia qualcosa ed inserisce El Shaarawy al posto di Pisilli. La ripresa resta sporca, nervosa, con tanti duelli e poco spazio per respirare. La Roma però cresce con il passare dei minuti. Al 64’ Malen dialoga bene con Dybala e conclude in girata, trovando una grande risposta di Furlanetto. Un minuto dopo ci prova lo stesso Dybala su punizione dal limite: ancora il portiere biancoceleste salva. Sul corner successivo calciato dalla Joya arriva il colpo che indirizza definitivamente il derby. Al 66’ Mancini si stacca ancora una volta dalla marcatura e colpisce di testa per il 2-0. Fotocopia del primo gol, stessa esultanza, stessa esplosione della Sud. La Lazio accusa il colpo e la partita si innervosisce definitivamente. Al 70’ Wesley e Rovella vengono espulsi dopo una rissa innescata dall’isterismo del centrocampista laziale, con il parapiglia che coinvolge numerosi calciatori. Con gli spazi che si aprono, la Roma va vicina anche al terzo gol. Dybala lascia il campo tra gli applausi e al suo posto entra Dovbyk, che all’89’ colpisce un palo clamoroso dopo pochi secondi dal suo ingresso. Nel recupero Furlanetto evita il tracollo definitivo con un’altra parata importante su Soulé, mentre El Shaarawy sfiora ancora il tris, calciando a lato e perdendo l’occasione di festeggiare nella sua ultima all’Olimpico. Poi il triplice fischio scatena la festa giallorossa.
Una vittoria pesantissima per gli uomini di Gasperini, costruita con sofferenza nel primo tempo e gestita con maturità nella ripresa, trascinata da un Mancini dominante nelle due aree e simbolo perfetto dello spirito della serata. La Roma sale così a 70 punti e si prende il quarto posto, scavalcando la Juventus proprio alla vigilia dell’ultima giornata. Adesso resta soltanto un ultimo passo a Verona per completare una rincorsa che fino a poche settimane fa sembrava quasi impossibile. La sensazione lasciata dal derby è forte e chiarissima: questa squadra ha ritrovato convinzione, ferocia e capacità di reggere la pressione nei momenti decisivi. E ora la Champions non è più un sogno lontano, ma un obiettivo concretissimo da andare a prendere negli ultimi novanta minuti della stagione.
