La Roma stringe i denti, resiste, soffre e porta a casa il pareggio che serviva: l’1-1 di Atene contro il Panathinaikos vale l’accesso diretto agli ottavi di Europa League e chiude la fase campionato all’ottavo posto, evitando i playoff. Non è una partita bella, non è una partita semplice, ma è una partita pesante, di quelle che spostano il percorso europeo. Senza centravanti, con una panchina ridotta all’osso e in inferiorità numerica dal 15’, la squadra di Gasperini difende il risultato con lucidità e trova nel finale il gol che rimette tutto a posto.
L’emergenza è totale già alla lettura delle formazioni. Dybala resta in panchina per tutta la gara per un fastidio al ginocchio, Dovbyk, El Shaarawy e Ferguson sono out per infortunio, Malen, Vaz e Arena non sono inseriti nella lista Uefa. Davanti c’è Soulé adattato, alle sue spalle Pellegrini e Pisilli, con una Roma senza riferimenti offensivi veri. Tra i pali esordisce Gollini al posto di Svilar. Torna pure El Aynaoui in mediana. Eppure l’avvio è sorprendentemente positivo. Dopo un minuto la Roma costruisce subito una palla gol: Pellegrini libera Tsimikas che calcia di prima, Lafont risponde d’istinto. Al 7’ il portiere greco sbaglia clamorosamente l’impostazione coi piedi e regala palla a Soulé, che serve Pellegrini: i due esitano, ci pensano troppo e l’occasione sfuma. All’11’ altra chance enorme sugli sviluppi di un calcio piazzato: traiettoria perfetta di Pellegrini, Ziolkowski tenta di colpire da pochi passi ma manda fuori (forse c’era anche fuorigioco). La Roma crea, ma come le era capitato domenica col Milan, non chiude. E alla prima vera difficoltà si complica la vita da sola. Poco prima del quarto d’ora Pantovic scappa via in campo aperto, Mancini lo trattiene e lo stende prima dell’ingresso in area. L’arbitro Munuera estrae inizialmente il giallo, ma il Var lo richiama: è chiara occasione da gol, il cartellino diventa rosso. Non c’è da protestare. Roma in dieci per oltre un’ora, senza centravanti e con una qualificazione ancora da difendere. Da quel momento la partita cambia volto. Il Panathinaikos prende campo e possesso, la Roma abbassa il baricentro e prova a rallentare il ritmo. I greci spingono soprattutto sugli esterni, ma senza trovare varchi puliti. Al 37’ arriva la prima vera occasione dei padroni di casa: Katris lascia partire un destro potente dalla distanza che si stampa sulla traversa, con Gollini battuto. È il momento più complicato del primo tempo, che si chiude comunque sullo 0-0.
All’intervallo Gasperini interviene in modo netto: fuori Soulé, dentro N’Dicka. È una scelta di puro equilibrio, la Roma rinuncia definitivamente all’attacco per blindare la partita con un 3-5-1. La squadra regge, si compatta, ma al 58’ arriva l’episodio che sblocca il risultato. Ghilardi, in fase di alleggerimento, colpisce male di testa e mette in moto Taborda, che controlla, evita il recupero del difensore e col destro batte un Gollini non irresistibile. 1-0 Panathinaikos, Roma momentaneamente fuori dalle prime otto. A quel punto, però, la squadra di Gasp non si disunisce. Anzi. Pur in inferiorità numerica, alza il baricentro quel tanto che basta per non essere schiacciata fino al triplice fischio. Gasperini pesca dalla panchina tutto quello che ha: entrano Rensch, Wesley e il giovanissimo Della Rocca, all’esordio assoluto in giallorosso. L’attacco, nei minuti finali, è un’idea più che un reparto: terzini, mezzali, difensori che vanno su. Il pareggio, dopo una chance sciupata da Rensch su assist di Ghilard, arriva al 80’ ed è il manifesto della serata. Pisilli lavora un pallone sulla destra e crossa sul secondo palo, Katris prolunga involontariamente e sul pallone si avventa Ziolkowski, che si butta in tuffo e di testa batte Lafont. È il suo primo gol con la maglia della Roma, ed è un gol che pesa come enormemente: vale la qualificazione diretta agli ottavi. Nel finale il Panathinaikos prova l’ultimo assalto, ma la Roma tiene. Rientra anche Angeliño, alla prima presenza dopo oltre un mese, altra notizia positiva per Gasperini. L’ultimo brivido è un sinistro da fuori area di Zaroury che sfila di poco a lato. Finisce 1-1, in una gara che senza espulsione sarebbe finita tanto a poco per i capitolini.
La Roma chiude ottava, evita i playoff, si regala un calendario più leggero a febbraio, soprattutto a cavallo dei big match, e tornerà in Europa a marzo. In attesa del sorteggio, resta anche l’ipotesi di un incrocio italiano agli ottavi. Intanto, ad Atene, i giallorossi hanno fatto quello che serviva: senza fronzoli, senza attaccanti, ma con la testa giusta. Sulla strada di Cristante e compagni adesso c’è il posticipo del lunedì con l’Udinese.
