La Roma si fa rimontare in maniera incredibile: all’Olimpico vince il Real di Mou

DiGiulia Sonnino

Ott 14, 2026

Dalla notte perfetta all’incubo in sette minuti. La Roma accarezza l’impresa contro il Real Madrid, si porta sul 3-1 con la doppietta di Malen e sembra avere in pugno la prima vittoria in Champions League, ma crolla nel finale sotto i colpi dei blancos. All’Olimpico finisce 4-3 per gli spagnoli, capaci di ribaltare tutto con tre reti arrivate sugli sviluppi di altrettanti calci d’angolo: Espi all’83’, Endrick all’85’ e Rudiger al 90’. Una rimonta durissima da digerire per la squadra di Gasperini, che per lunghi tratti gioca con personalità, aggredisce gli avversari e mette in difficoltà una squadra galattica, prima di pagare a caro prezzo le disattenzioni sui palloni inattivi. La serata del ritorno di Mourinho da avversario si trasforma così in una beffa per i giallorossi, che incassano la prima sconfitta stagionale tra campionato e coppe e restano fermi a un punto nella classifica della fase campionato. Il Real, invece, prosegue a punteggio pieno, salendo a quota sei.

L’accoglienza dell’Olimpico per Mourinho è quella riservata a un protagonista della storia romanista. Striscioni e cori accompagnano il ritorno dello Special One nella Capitale, questa volta sulla panchina avversaria. Sugli spalti c’è anche Totti, tornato a sostenere la sua Roma in una serata che promette spettacolo. Gasperini sceglie di puntare sull’intensità, sul pressing alto e sulle verticalizzazioni per provare a scardinare il blocco del Real. Nessuna sorpresa di formazione, con la solita difesa, Wesley e Molina sulle fasce, Koné e De Roon a metà campo e il tridente con Soulé (parte a destra) e Dybala a supporto di Malen. La squadra giallorossa comincia con il piglio giusto e dopo appena un minuto Soulé prova a farsi vedere in avanti, senza trovare lo specchio. Al 4’ è invece Hermoso a costringere Courtois a un intervento impegnativo su una conclusione insidiosa. La Roma insiste soprattutto sulle corsie esterne, con Wesley e Soulé particolarmente attivi sulla destra. L’argentino ingaggia un duello con Cucurella e riesce spesso a trovare il modo di superarlo, creando spazi per gli inserimenti dei compagni. Al 12’ i giallorossi vanno ancora vicini al vantaggio: Molina mette il pallone in mezzo e Dybala arriva in scivolata, sfiorando il palo. La Roma gioca con coraggio e riesce a tenere il Real lontano dalla propria area, ma al 17’ arriva la prima tegola per Gasperini. Koné si accascia in campo, si copre il volto con la maglia e deve lasciare il terreno di gioco per un problema muscolare. Al suo posto entra Pisilli, chiamato a inserirsi subito in una partita dal ritmo elevato. L’uscita del francese costringe i giallorossi a modificare gli equilibri in mezzo al campo, ma non spegne l’iniziativa della squadra. Il vantaggio romanista arriva al 20’ e nasce da una situazione in cui i protagonisti si scambiano i ruoli. Dybala recupera palla in zona offensiva e favorisce l’azione che porta De Roon alla conclusione dal limite dopo il passaggio di Soulé. Il centrocampista calcia di prima intenzione e trova la deviazione di un difensore del Real, con il pallone che si impenna e beffa Courtois. L’Olimpico esplode, la Roma passa avanti e per qualche minuto dà la sensazione di poter controllare la partita. Il vantaggio, però, dura appena cinque minuti. Al 25’ Hermoso sbaglia l’intervento difensivo e lascia a Mbappé lo spazio per calciare dalla distanza. Il tiro del francese viene deviato da Mancini, quanto basta per spiazzare Gollini e fissare il punteggio sull’1-1. Il pareggio restituisce fiducia al Real, che prova a sfruttare ogni incertezza della retroguardia giallorossa. Al 32’ Cucurella sorprende Soulé su un lancio in profondità, ma la sua conclusione non ha la precisione necessaria per impensierire Gollini. Nel finale di primo tempo è Bellingham a presentarsi in una buona posizione, senza riuscire a inquadrare la porta. La Roma, nonostante il gol subito, continua a costruire e va al riposo con la consapevolezza di potersela giocare alla pari. I numeri della prima frazione confermano la prestazione dei giallorossi: 264 passaggi completati contro i 220 del Real e una manovra che, fino all’intervallo, ha spesso messo in difficoltà la squadra di Mourinho.

La ripresa comincia con un’altra brutta notizia per Gasperini. Dybala avverte un risentimento muscolare e non può proseguire: al suo posto entra Mora. Il giovane portoghese impiega appena sei minuti per lasciare il segno. Al 51’ la Roma recupera il pallone alto, in una delle situazioni che hanno caratterizzato la sua prestazione, e Mora serve Malen con un passaggio perfetto in profondità. L’olandese si presenta davanti a Courtois e lo batte, riportando avanti i giallorossi. Anche in questa occasione una deviazione, di Valverde, contribuisce a rendere imparabile la conclusione, ma il merito dell’azione romanista è evidente. Il gol dà ulteriore slancio alla squadra di Gasperini, che non si accontenta e continua ad attaccare. Malen è scatenato e al 57’ firma la doppietta personale, la prima in Champions League con la maglia della Roma. Questa volta l’assist illuminante è di Soulé, che trova il corridoio giusto e manda l’olandese da solo davanti a Courtois. Il centravanti non sbaglia e fa esplodere ancora una volta l’Olimpico. L’arbitro Letexier annulla inizialmente per fuorigioco, ma il controllo del Var conferma la regolarità della posizione e convalida il 3-1. La Roma è avanti di due reti, gioca con entusiasmo e vede avvicinarsi la possibilità di battere la squadra più titolata d’Europa. Mourinho capisce che la partita sta scivolando via e prova a cambiare l’inerzia con le sostituzioni. Fuori un Vinicius poco incisivo, dentro Endrick, attaccante che in estate era stato cercato anche alla Roma. Il finale, però, si trasforma in una sequenza di errori che cancella quanto di buono costruito dai giallorossi. Il Real aumenta la pressione e trova negli angoli l’arma decisiva. La Roma, che fino a quel momento aveva saputo contenere le iniziative avversarie, perde improvvisamente solidità e si ritrova incapace di difendere il vantaggio sui palloni alti. All’83’ arriva il 3-2. Sugli sviluppi di un calcio d’angolo, Endrick trova la deviazione di testa e Gollini riesce a intervenire, il pallone finisce sui piedi del neoentrato Espi, che ribadisce in rete da distanza ravvicinata. Il gol riapre tutto e restituisce al Real la convinzione di poter completare la rimonta. La Roma accusa il colpo psicologicamente e appena due minuti più tardi subisce il pareggio. Ancora un corner, ancora Endrick protagonista: questa volta il brasiliano colpisce direttamente di testa e batte Gollini, firmando il 3-3. In un attimo il vantaggio costruito con la doppietta di Malen è svanito e l’Olimpico, passato dall’entusiasmo alla preoccupazione, teme il peggio. La beffa si completa al 90’. Il Real conquista un altro calcio d’angolo e la difesa romanista non riesce a evitare il colpo decisivo. Güler mette il pallone in area e Rudiger, ex difensore giallorosso, trova la deviazione vincente che vale il 4-3. Tre calci d’angolo consecutivi, tre reti incassate in sette minuti: così la Roma consegna agli avversari una partita che sembrava ormai indirizzata. Il Real Madrid festeggia una rimonta clamorosa, mentre per i giallorossi resta l’amarezza di una prestazione di alto livello compromessa nel momento decisivo.

Il triplice fischio certifica la prima sconfitta stagionale della Roma, che esce dal campo tra la delusione dei tifosi e il rammarico per un risultato sfuggito quando la vittoria sembrava a portata di mano. Oltre al ko, preoccupano le condizioni di Koné e Dybala, entrambi costretti a lasciare il campo per problemi muscolari, mentre anche Soulé termina la partita acciaccato. Il calendario, però, non concede molto tempo per rimuginare: la squadra di Gasperini dovrà ritrovare energie e concentrazione in vista del campionato (c’è il Genoa di De Rossi) e della prossima sfida europea, quando all’Olimpico arriverà lo Slovan Bratislava. La notte che doveva celebrare il ritorno di Mourinho nella Capitale si chiude con la festa degli ospiti e con la Roma costretta a fare i conti con una rimonta davvero difficile da dimenticare.

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