La Roma risponde subito allo scivolone di Bergamo, passa al Via del Mare e riparte. Contro il Lecce finisce 2-0, con un gol per tempo, una prestazione ordinata e tre punti che riportano i giallorossi al quarto posto a quota 36 alla fine del girone d’andata. Non era una serata semplice, né per il contesto né per le scelte obbligate, ma la squadra di Gasperini fa quello che serve: controlla, colpisce nei momenti giusti e porta a casa una vittoria pesante, la prima del 2026.
L’emergenza condiziona profondamente la formazione iniziale. Fuori Mancini, N’Dicka ed Hermoso, con Rensch colpito dalla febbre, Gasperini è costretto a reinventare la linea difensiva. Davanti a Svilar giocano Celik, Ziolkowski e Ghilardi, quest’ultimo all’esordio da titolare e posizionato sul centrodestra. Un assetto inedito che al 2’ rischia subito grosso: proprio Ghilardi sbaglia un retropassaggio che per poco non mette nei guai il portiere serbo. È l’unica vera sbavatura di un reparto che, col passare dei minuti, prende fiducia. Dopo una fase iniziale di studio, è la Roma a prendere in mano il pallino del gioco. La manovra passa soprattutto dai piedi di Dybala, che si muove tra le linee, si abbassa per ricevere e dà qualità alla circolazione. Prima prova a innescare Wesley sulla destra, con Gallo attento a intercettare, poi mette un cross teso che attraversa l’area creando apprensione nella difesa salentina. Il Lecce prova a sfruttare le corsie laterali, ma il ritmo è basso e la costruzione resta macchinosa. Il vantaggio giallorosso arriva al 14’. Cristante serve Dybala a una ventina di metri dalla porta, l’argentino controlla e con un tocco rapido pesca Ferguson. Lo scozzese riceve al limite, prende la mira e lascia partire un rasoterra preciso che batte Falcone: 0-1 e Roma avanti. È un gol che fotografa il primo tempo romanista, fatto di ordine, pazienza e qualità nei passaggi chiave. Il Lecce prova ad alzare il baricentro, ma fatica a creare pericoli reali. La Roma difende con attenzione, mantenendo le distanze corte e senza concedere spazi centrali. Al 24’ arriva una delle poche occasioni per i padroni di casa, con Camarda che prova a intervenire in area, ma è decisivo l’intervento in spaccata di Ziolkowski, puntuale nella chiusura. Nel finale di primo tempo la Roma va più volte vicina al raddoppio. Al 38’ Pisilli trova il gol sugli sviluppi di un corner, ma l’arbitro annulla per posizione di fuorigioco. Poco dopo Ferguson ha un’altra chance ravvicinata, ma Falcone risponde con un intervento di piede. Prima dell’intervallo ci prova anche Koné dalla distanza, ma la conclusione è debole e non trova la porta. Si va al riposo con i giallorossi avanti di una rete, con la sensazione di avere la partita sotto controllo.
Nella ripresa il Lecce cambia qualcosa per cercare di aumentare l’intensità. Dentro N’Dri e Pierotti, che portano maggiore vivacità sulle fasce. Proprio N’Dri prova a sfondare sulla destra, mentre Pierotti ha l’occasione più grande per rimettere in piedi il match al 59’: assist rasoterra dalla destra, conclusione da pochi metri, ma il pallone viene colpito male e finisce sul fondo. Svilar tira un sospiro di sollievo, Di Francesco, in tribuna per squalifica, si dispera. È il momento di maggiore pressione dei salentini, che alzano il ritmo ma continuano a difettare in precisione. La Roma assorbe il momento e non si scompone. Gasperini interviene dalla panchina: fuori Ferguson ed El Shaarawy (schierato a tutta fascia a sinistra), dentro Dovbyk e Tsimikas. Le distanze si allungano un po’, ma i giallorossi restano compatti e pronti a colpire. E il colpo arriva al 71’. Sugli sviluppi di un calcio d’angolo, la palla arriva a Pisilli che la rimette forte al centro: Dovbyk è il più rapido di tutti e devia in rete per lo 0-2, chiudendo di fatto la partita. Nel finale il match si incattivisce. Il Lecce perde lucidità, la Roma gestisce senza correre rischi e prova a rallentare il gioco. All’86’ c’è un accenno di parapiglia, con qualche parola di troppo e una serie di ammonizioni che spezzano ulteriormente il ritmo: Cristante salterà il Sassuolo per via del giallo. Gasperini toglie anche Dybala, preservandolo nel finale, ed è costretto poi a rinunciare allo stesso Dovbyk, uscito per un problema muscolare da valutare. Dopo cinque minuti di recupero arriva il triplice fischio.
La Roma torna a vincere, ritrova i gol degli attaccanti e soprattutto ritrova solidità dopo le polemiche e le difficoltà della settimana precedente. È stata una partita interpretata con attenzione e concretezza, quello che serviva per riprendere la corsa. Il Lecce resta invischiato nella parte bassa della classifica, mentre i giallorossi possono guardare avanti con un po’ più di serenità, consapevoli che la strada è ancora lunga, ma che ripartire così era fondamentale. Il tutto con le polemiche del calciomercato che continua a non sbloccarsi.
