La notte di Bergamo avrebbe dovuto essere soprattutto un dolce ritorno, un momento carico di memoria e riconoscenza. Invece, per Gian Piero Gasperini e per la Roma, si trasforma in una serata storta, di quelle che lasciano poco da portare via se non l’amarezza del risultato. L’Atalanta vince 1-0 e spezza l’equilibrio con il gol di Scalvini, infliggendo ai giallorossi la settima sconfitta in campionato e rendendo più complicato il cammino in una classifica che, almeno per una notte, resta immobile. L’accoglienza del Gewiss Stadium è il primo fotogramma significativo della partita. Prima una freddezza quasi rispettosa, poi lo striscione, l’applauso lungo, sentito, per l’uomo che ha scolpito un’epoca del calcio bergamasco. Emozioni forti sugli spalti, meno ordine e serenità in campo per una Roma che fatica fin da subito a trovare continuità.
I giallorossi si presentano con Ziolkowski al centro della difesa, Rensch a sinistra al posto dell’acciaccato Wesley e con il tridente composto da Soulé, Dybala e Ferguson. La gara è tesa, spezzettata, nervosa, con l’Atalanta più pronta a sfruttare ogni minima sbavatura. La prima vera occasione arriva presto ed è clamorosa: Ederson sbaglia il retropassaggio, Dybala si ritrova davanti a Carnesecchi ma non calcia subito, preferendo servire Ferguson. L’irlandese ci prova due volte, prima con un tiro respinto dal piede del portiere, poi con un pallonetto che Djimsiti salva sulla linea. È una chance enorme, che avrebbe potuto cambiare il volto della partita e che invece resta lì, come un rimpianto pesante. L’Atalanta risponde quasi subito con Zalewski che strappa palla e porta avanti l’azione, De Ketelaere sceglie la conclusione ma trova la difesa giallorossa pronta a murare. È il preludio al momento che decide la gara. Al 12’, sugli sviluppi di un calcio d’angolo battuto proprio da Zalewski, Svilar perde il pallone in uscita e Scalvini si ritrova a spingere in rete da due passi. Le proteste della Roma sono immediate, per un contatto sul portiere (in realtà c’è anche un possibile tocco di braccio), ma dopo un lungo check il Var conferma la decisione di Fabbri: gol buono, Atalanta avanti. Il colpo si fa sentire. La Roma accusa il vantaggio dei padroni di casa e fatica a reagire con lucidità. De Roon viene ammonito per un intervento duro su Koné, poi i nerazzurri vanno più volte vicini al raddoppio: prima con Ederson dal limite, poi con Zalewski che, dopo una bella azione corale, spreca calciando male davanti a Svilar. Alla mezz’ora arriva anche il 2-0 firmato Scamacca, annullato però dopo on field review per un fuorigioco iniziale dell’attaccante. Un campanello d’allarme che tiene in partita la Roma, ma non la scuote davvero. Nel finale di primo tempo i giallorossi provano ad alzare il baricentro. Soulé crea qualcosa sulla destra, Cristante non arriva di un soffio su un cross basso, Koné prova la soluzione dalla distanza ma manda alto. L’Atalanta, però, resta sempre pronta a colpire in ripartenza, con Zalewski e Bernasconi molto attivi sulle corsie. Si va al riposo con la sensazione di una Roma viva, ma mai davvero padrona della partita.
La ripresa si apre con un aggiustamento tattico: Wesley entra al posto di Ziolkowski, Celik arretra, Mancini si accentra. L’atteggiamento è più aggressivo e al 50’ arriva la migliore occasione del secondo tempo. Ferguson riceve in area, stoppa, si coordina in girata e calcia di destro: Carnesecchi si distende e respinge, poi blocca anche il tentativo successivo di Mancini. Poco dopo è Soulé a provarci da posizione defilata, trovando ancora la risposta del portiere atalantino sul primo palo. Gasperini prova a cambiare qualcosa anche con gli uomini, inserendo Tzimikas ed El Shaarawy, ma la Roma continua a sbattere contro una difesa attenta e contro le proprie difficoltà nel rifinire. L’Atalanta, dal canto suo, non rinuncia ad attaccare e sfiora più volte il raddoppio: Bernasconi dal limite, Krstovic di testa su calcio d’angolo, ancora Ederson in transizione. Nel finale è Svilar a tenere in piedi i giallorossi con un intervento decisivo proprio su Krstovic lanciato in contropiede, evitando un passivo più pesante. Gli ultimi minuti scorrono tra nervosismo e tentativi confusi. L’occasione finale capita sui piedi di Mancini, ma Carnesecchi esce e anticipa Dybala, spegnendo l’ultima speranza.
Al triplice fischio è l’Atalanta a festeggiare, mentre la Roma lascia il campo con la sensazione di aver sprecato troppo, soprattutto all’inizio, e di non essere mai riuscita a dare davvero continuità alla propria manovra. Per Gasperini, il ritorno a Bergamo resta una serata ricca di emozioni personali ma povera di soddisfazioni sportive. Per la Roma, un altro stop che pesa, perché arriva dopo una prestazione fatta di spunti isolati e di errori decisivi. Da ringraziare David per il rigore sbagliato: la Juventus rosicchia un solo punto nella corsa per la Champions.
