La Roma si riprende il quarto posto strapazzando il Genoa. Emozione De Rossi

DiGiulia Sonnino

Dic 29, 2025

La Roma risponde presente e cancella subito la battuta d’arresto dello Stadium, travolgendo il Genoa 3-1 all’Olimpico nel posticipo della 17ª giornata di Serie A. Una vittoria netta, costruita tutta nei primi trentuno minuti, in cui i giallorossi mettono alle corde la squadra di De Rossi con una prestazione di intensità, qualità e concretezza, chiudendo di fatto la partita già nel primo tempo. Tre gol, dominio territoriale e la sensazione costante di controllo totale del match: segnali forti di una squadra che vuole restare agganciata al treno di testa nonostante le sbandate contro le big. L’atmosfera è particolare fin dal prepartita, con l’Olimpico che accoglie Daniele De Rossi – alla prima da avversario dopo una vita in giallorosso – con applausi, striscioni e un boato alla lettura delle formazioni. In campo però non c’è spazio per la nostalgia.

Dopo una breve fase di studio, la Roma, che si presenta con il tridente Soulé-Ferguson-Dybala, prende subito in mano la partita, alzando il baricentro e schiacciando il Genoa nella propria metà campo. Il vantaggio arriva al 14’ ed è figlio di aggressività e prontezza. Ziolkowski spazza lungo in anticipo, Vasquez sbaglia completamente il tempo dell’intervento e prolunga di testa verso la propria area. Soulé legge tutto prima degli altri, si inserisce, rientra sul sinistro e calcia: la deviazione di Otoa cambia traiettoria e beffa Sommariva, facendo esplodere l’Olimpico per l’1-0. È il gol che spezza definitivamente l’equilibrio e manda in confusione i rossoblù. La Roma non si accontenta e continua a spingere con ordine e qualità. Al 19’ arriva il raddoppio, al termine di una lunga azione manovrata che mette in mostra il palleggio giallorosso al limite dell’area. Il pallone viaggia veloce da un lato all’altro, fino a liberare Koné al tiro: la conclusione si infila alle spalle del portiere rossoblù e nel giro di cinque minuti la Roma è già avanti 2-0 e il Genoa appare stordito. Il dominio giallorosso trova piena certificazione poco dopo la mezz’ora. Al 31’ Malinovskyi perde un pallone sanguinoso sotto pressione, Soulé si invola verso la porta e calcia, trovando la risposta di Sommariva. Sulla ribattuta però arriva Ferguson, che da pochi passi firma il 3-0 e chiude virtualmente il match. È il gol che fotografa perfettamente la serata: Roma feroce nel recupero palla, lucida nel riempire l’area, spietata nel capitalizzare. Nel finale di primo tempo i giallorossi vanno più volte vicini al poker. Prima è Koné che sfiora la doppietta, poi Dybala ha un’occasione nel recupero ma trova l’opposizione di Sommariva, bravo a evitare un passivo ancora più pesante per il Genoa. Si va al riposo con la Roma avanti di tre gol e con la netta sensazione di una partita a senso unico, se non per un guizzo dei rossoblù subito prima dell’intervallo, con Svilar che rischia di commettere fallo da rigore su Ostigard.

La ripresa si apre con un ritmo inevitabilmente più basso. La Roma gestisce, il Genoa prova timidamente ad alzare il baricentro. Il primo cartellino giallo del match arriva per Frendrup, che trattiene Dybala. Al 57’ Gasperini è costretto al primo cambio: Soulé accusa un problema al ginocchio (non sembra grave) e lascia il campo ad El Shaarawy. De Rossi prova a rimescolare le carte con un triplo cambio, inserendo Colombo, Marcandalli e Fini, poi Ekhator per Vitinha, dando spazio anche ai più giovani. Gli ospiti provano a rendersi pericolosi su palla inattiva: al 18’ della ripresa Martin batte una punizione, Vasquez tenta una difficile giocata acrobatica ma la conclusione termina alta. La Roma, pur senza forzare, continua a controllare e al 73’ va ancora vicina al gol con Cristante, che calcia dal limite trovando la risposta in tuffo di Sommariva, bravo a deviare in angolo. Gasperini pensa anche alla gestione delle energie e alla rotazione: alla mezz’ora escono Mancini e Cristante, entrano Pisilli e Ghilardi; nel finale spazio anche a Dovbyk, al rientro dopo quasi due mesi, e a Rensch. Il Genoa trova il gol della bandiera solo al 87’: sugli sviluppi di una punizione, la palla arriva a Ekhator che calcia, la deviazione di Pisilli spiazza Svilar e vale il 3-1, episodio che non cambia il senso della partita.

Il match si chiude tra i cori della Curva Sud per De Rossi, che va a salutare il suo passato sotto lo stendardo con il numero 16. Per la Roma è una vittoria pesante: tre punti che portano i giallorossi a quota 33, al quarto posto, a ridosso delle prime, e che confermano la solidità di una squadra capace di reagire subito dopo una sconfitta pesante come quella in casa della Juventus. Un successo netto, mai in discussione, che restituisce fiducia e slancio in vista dei prossimi impegni. Il 2025 non poteva chiudersi in modo migliore.

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