La Roma risponde presente e, pur lasciando 90 minuti in panchina Dybala, torna alla vittoria superando 1-0 il Como all’Olimpico, ritrovando slancio dopo le ultime battute d’arresto e stabilizzandosi nelle zone altissime della classifica. Decide ancora Wesley, alla terza rete stagionale, al termine di una gara che per oltre un’ora è un autentico monologo giallorosso, con il punteggio che resta in bilico più per imprecisione sotto porta che per reali pericoli concessi agli avversari.
Nessuna sorpresa di formazione: davanti c’è Ferguson, Rensch sostituisce lo squalificato Celik e N’Dicka c’è per l’ultima prima della Coppa d’Africa (out El Aynaoui). L’approccio della squadra di Gasperini è subito feroce. La Roma prende campo, alza il baricentro e schiaccia il Como nella propria metà, gestendo il pallone e recuperandolo rapidamente dopo la perdita del possesso. Le occasioni arrivano in serie: al 12’ Ferguson va vicino al gol di testa, ma Kempf allontana; poco dopo Wesley è protagonista sulla corsia di destra, prima entrando in area senza trovare lo spiraglio giusto e poi, al 26’, fallendo una chance clamorosa su invito di Soulé, con la porta spalancata e il sinistro che si alza troppo. Soulé è il più ispirato tra i giallorossi e prova ripetutamente a fare male, sia accentrandosi dall’area sia calciando dal limite, trovando però sempre una maglia del Como sulla traiettoria. Anche Ferguson, nel finale di primo tempo, ha due palloni invitanti in area ma manca di lucidità al momento della conclusione. Il Como soffre, si difende con ordine e resta in partita, trovando anche il modo di rendersi pericoloso: nel recupero del primo tempo, sugli sviluppi di una palla inattiva, Svilar è decisivo con un’uscita tempestiva che evita la beffa di Douvikas. In mezzo, l’infortunio di Diao costringe Fabregas al cambio, spezzando ulteriormente il ritmo della gara.
Nella ripresa la Roma riparte con la stessa intensità e la stessa voglia di chiuderla. Al 50’ arriva il gol, ma viene annullato: Soulé colpisce il palo di testa su cross di Pellegrini, Cristante ribadisce in rete ma l’azione è viziata da un fuorigioco precedente del numero 7. È il segnale che il vantaggio è nell’aria. Il Como prova a risalire con qualche ripartenza, ma Svilar risponde presente anche su conclusioni dalla distanza. Al 61’ l’Olimpico può finalmente esultare: Rensch sfonda sulla sinistra approfittando dei problemi fisici di Addai, mette in mezzo un pallone lavorato con intelligenza da Soulé per Wesley, che incrocia di destro, bacia il palo interno e batte Butez per l’1-0. Gasperini comincia a gestire le energie e gli uomini: al 72’ esce Pellegrini ed entra El Shaarawy, poi Bailey prende il posto di Soulé. La Roma continua a controllare il possesso, senza però trovare il raddoppio, e nel finale il Como prova ad alzare il ritmo. All’84’ Posch si presenta a tu per tu con Svilar, ma N’Dicka è provvidenziale nel murarlo e salvare il risultato. Gli ultimi minuti scorrono tra nervosismo, falli e qualche pallone gettato in area, ma la Roma tiene.
Finisce 1-0: i giallorossi salgono a quota 30 punti, consolidano il quarto posto, si portano a tre lunghezze dall’Inter capolista e volano a +4 sulla Juventus, prossima avversaria allo Stadium. Quella contro il Como è una vittoria dall’alto peso specifico, costruita con autorità e competenza calcistica (Gasp batte nettamente Fabregas nel duello tattico), che rafforza certezze e autostima in vista di un altro appuntamento chiave della stagione.
