La Roma cade anche a Cagliari e incassa la seconda sconfitta consecutiva in campionato, uscendone con la sensazione di una squadra più fragile delle scorse settimane, poco lucida e incapace di essere pericolosa offensivamente. All’Unipol Domus finisce 1-0: decide Gaetano a otto minuti dal termine, premiando un Cagliari più convinto, più aggressivo e soprattutto più presente nei duelli. I giallorossi chiudono in dieci per l’espulsione di Celik a inizio ripresa, episodio che indirizza un secondo tempo già complicato. La Roma resta ferma a 27 punti, scivola al quarto posto e vede la vetta allontanarsi, mentre i sardi tornano a festeggiare una vittoria che mancava addirittura dal 19 settembre.
Nonostante un possesso palla superiore (60%), la squadra di Gasperini, tornato in panchina, fatica enormemente a costruire e, soprattutto, a contenere la fisicità dei rossoblù. Il piano gara, con Baldanzi schierato falso nove e Soulé e Pellegrini ai lati, non funziona: poche linee di passaggio, ripartenze lente, zero profondità. Il Cagliari invece è molto più diretto: dopo soli 7 minuti Borrelli approfitta dell’incertezza di N’Dicka per involarsi verso Svilar, ma il centrale recupera in extremis. È il primo avvertimento. Poi al 23’ Folorunsho impegna di testa Svilar, bravissimo anche al 28’ sulla conclusione angolata di Esposito. I sardi trovano con costanza superiorità sulle fasce, in particolare a destra: Palestra e Zappa spingono, costringendo più volte la Roma a ripiegare a ridosso della propria area. La Roma prova a reagire con qualche ripartenza timida, ma Baldanzi viene ingabbiato e Soulé non riesce a trovare la giocata ad effetto tra linee chiuse e raddoppi. L’occasione più promettente arriva solo nel finale di tempo, con una transizione mal gestita che si spegne senza creare pericoli a Caprile.
Al 52’, dopo nessun intervento di Gasperini all’intervallo, arriva il momento decisivo: Folorunsho strappa un pallone sulla trequarti, sfonda tra Mancini e Celik e viene steso dal terzino turco. Zufferli indica immediatamente il dischetto, ma dopo revisione al VAR cambia la decisione: punizione dal limite, ma rosso diretto a Celik per fallo da ultimo uomo. La Roma resta in dieci e la partita cambia volto. Il Cagliari prende campo e crea subito l’enorme chance del vantaggio: al 58’ Obert salta N’Dicka in area e calcia a botta sicura, ma Svilar chiude tutto con una parata mostruosa che tiene la Roma in piedi. È il preludio a un dominio sempre più marcato dei sardi, che con Folorunsho, Palestra ed Esposito continuano a spingere soprattutto sul lato sinistro della difesa giallorossa, dove Ghilardi mostra più di una difficoltà. Arriva il triplo cambio: fuori Soulé, Pellegrini e Cristante; dentro Dybala, Ferguson ed El Aynaoui. Ma l’inerzia non cambia. Il Cagliari continua a comandare, trovando ancora un’occasione con Deiola servito da Esposito: tiro debole, ma abbastanza per costringere Svilar a deviare in angolo. L’ingresso di Dybala non riesce a incidere: la Roma non ha campo, non ha ritmo, non ha linee di passaggio. I sardi insistono soprattutto sul lato dove agisce Palestra: al 77’ l’esterno rossoblù salta Ghilardi, rientra e prova un tiro-cross che sfiora il palo. L’1-0 sembra nell’aria. All’82’, su un calcio d’angolo lungo battuto da Esposito, nasce l’azione che decide la partita: Ghilardi sbaglia la lettura, la palla arriva a Gaetano che stoppa di petto e calcia di controbalzo. Il destro, angolato e pulito, passa sotto un groviglio di gambe, bacia il palo e finisce in rete. Un bel gol che premia la squadra più viva e condanna una Roma troppo passiva. Gli ultimi minuti sono un susseguirsi di falli, nervosismo e lanci disperati: la Roma si butta avanti senza però creare nemmeno un’occasione dalle parti di Caprile. Il Cagliari gestisce, combatte, spezza il ritmo e si prende tre punti pesanti.
Il Cagliari sale a 14 punti e respira. La Roma resta a 27, seconda sconfitta consecutiva dopo il ko con il Napoli, attacco ancora sterile e Como e Juventus alle porte. Serve una scossa, perché così non basta. La sfida con il Celtic in Europa League è l’occasione giusta per rifarsi e riprendere a marciare.
