La Roma cade 1-0 all’Olimpico contro il Napoli e manca un altro appuntamento con un big match, uscendo dalla sfida con la sensazione di non essersela giocata alla sua maniera. I giallorossi, arrivati alla tredicesima giornata in vetta in solitaria dopo dodici turni, si presentano con la coppia Soulé-Pellegrini alle spalle di Ferguson, scelta dettata dalla necessità di avere un riferimento fisico al centro dell’attacco vista l’assenza di Dovbyk e le non perfette condizioni di Dybala, mandato in panchina. A centrocampo rientra in extremis Koné accanto a Cristante. Gasperini, squalificato, vive la partita da un box in tribuna, visibilmente agitato mentre vede la sua squadra faticare a trovare linee di passaggio pulite. Dall’altra parte Conte conferma Neres, Lang e Hojlund davanti, con Lobotka e McTominay a comandare la mediana.
L’inizio è subito duro, con duelli continui uomo contro uomo e un’aggressività che porta a diversi contatti rudi. Dopo una decina di minuti il Napoli mette il primo brivido al match: Lang sfonda centralmente sorprendendo la difesa romanista e costringendo Svilar all’uscita disperata. La palla finisce sui piedi di Hojlund, che prova a calciare da lontano, ma il tiro è debole e impreciso. La Roma risponde provando a lavorare soprattutto sul lato destro, con Soulé e Celik a cercare un varco che però non arriva, perché la difesa partenopea è sempre puntuale. Intorno al quarto d’ora un’altra fiammata del Napoli: Neres trova Di Lorenzo che si inserisce alle spalle della linea giallorossa, il capitano degli azzurri colpisce al volo ma manda sull’esterno della rete. La Roma sembra tenere botta, ma a ogni ripartenza del Napoli si ha la sensazione che gli uomini di Conte possano far male. Poco prima della mezz’ora è ancora Lang a rendersi pericoloso: sterza e crossa, trovando la respinta di Svilar sul tocco di Mancini che rischia l’autogol. L’unica risposta della Roma è una combinazione con Pellegrini che entra in area da sinistra cercando Ferguson in mezzo, ma la difesa ospite si compatta e allontana. Al 33’ i giallorossi provano a uscire dal guscio: Ferguson svetta su un cross di Wesley ma manda alto. È un’illusione. Perché tre minuti dopo, al 36’, arriva la giocata che cambia la partita: Koné ha palla al limite, intervento molto dubbio di Rrahmani in scivolata che dà il via al contropiede, Hojlund riceve, si gira e imbuca per Neres che taglia in mezzo alla difesa romanista, brucia tutti e davanti a Svilar non sbaglia. È un gol pesante, che certifica una Roma leggermente inferiore al Napoli nella prima parte di gara: nel primo tempo gli azzurri tengono il 62% di possesso e completano 258 passaggi contro i 153 della Roma. L’unico tentativo romanista prima dell’intervallo è un sinistro di Soulé dal limite, troppo poco per impensierire Milinkovic-Savic, praticamente spettatore. Debole anche la conclusione di Mancini.
La ripresa si apre con il primo tentativo di scossa: fuori Ferguson, dentro Baldanzi. Gasperini, chiuso nel box della tribuna, appare un leone in gabbia mentre la Roma prova ad alzare il proprio baricentro. Ma il Napoli continua a concedere pochissimo, e al 60’ va vicino al raddoppio: Hojlund riceve e calcia in diagonale trovando l’intervento di Svilar coi piedi. Due minuti più tardi arriva l’ingresso di Dybala al posto di un Soulé in serata complicata, e insieme a lui dentro anche El Aynaoui per Cristante. La qualità aumenta, ma i problemi nei disimpegni non si riducono: ogni uscita palla a terra sembra più lenta rispetto alla pressione azzurra, con una Roma in difficoltà nei duelli individuali e nel creare pericoli nell’ultimo quarto di campo. Il Napoli continua a pungere in velocità: il nuovo entrato Politano si accentra e calcia forte da fuori, trovando l’intervento attento di Svilar. La Roma prova a rispondere al 66’ con Wesley, che arriva sul fondo ma sbaglia il cross. Al 77’ Pellegrini prova la soluzione personale dal limite, ma il destro termina alto. All’80’ è ancora Wesley, stavolta di sinistro, a calciare sopra la traversa prima di lasciare spazio a El Shaarawy all’83’. Gritti getta nella mischia anche Bailey, tentando il tutto per tutto. L’occasione più grande arriva solo al 90’: Dybala riceve, si abbassa, vede il corridoio e con un tocco perfetto manda Baldanzi a calciare. L’ex Empoli tira col piede debole, Milinkovic-Savic si allunga in tuffo e respinge: è la prima e unica parata vera del portiere serbo, ma vale la partita. Dybala prova ancora a mettere un pallone dentro da corner, ma viene respinto dalla difesa del Napoli che negli ultimi minuti si chiude con ordine. Nel recupero – sei minuti – cresce il nervosismo, ed El Shaarawy prende un giallo in un finale che sa di frustrazione. L’ultima spinta non porta a nulla e al triplice fischio resta l’amarezza di un’occasione mancata: il Napoli scavalca i giallorossi e aggancia il Milan a 28 punti, la Roma resta a 27 punti insieme all’Inter, e rimanda ancora una volta il salto di qualità nei momenti che contano davvero. Tra le due squadre si è vista una differenza, che comunque non deve scoraggiare l’ambiente giallorosso: il ko è arrivato contro i campioni d’Italia e la Roma deve proseguire nel proprio percorso di crescita con Gasperini, migliorando la qualità di alcuni interpreti.
