La Roma si diverte e si prende il primato. Mago Gasp batte anche l’Udinese

DiGiulia Sonnino

Nov 9, 2025

All’Olimpico la Roma di Gasperini continua a correre, a vincere e a sognare. Senza Dybala, senza Ferguson e senza Bailey i giallorossi trovano l’ennesimo successo convincente: 2-0 all’Udinese con i gol di Pellegrini e Celik, un altro clean sheet e il ritorno in vetta alla classifica — ora in coabitazione con l’Inter, vincente sulla Lazio in serata. È una delle migliori versioni della Roma della stagione: solida dietro e capace finalmente di concretizzare la propria superiorità.

Gasperini come in Scozia rispolvera il centravanti: Dovbyk davanti, supportato da Soulé e Pellegrini. Rientrano nella formazione titolare Koné e Wesley. Nessuna sorpresa per il resto. Runjaic conferma l’undici che aveva fermato l’Atalanta, lasciando in panchina il rientrante Davis in favore di Buksa. L’avvio è frizzante: al 13’ prima occasione per Koné. Otto minuti dopo, al 21’, la Roma va vicinissima al vantaggio: cross perfetto di Wesley dalla destra, Celik svetta di testa e sfiora il palo alla destra di Okoye. I giallorossi spingono, il pubblico accompagna ogni azione. L’Udinese prova a rispondere al 26’, con Atta che buca in profondità la difesa romanista, sterza sul recupero di Wesley e prova un diagonale insidioso che termina a lato non di molto. La Roma riprende immediatamente in mano la gara e al 30’ costruisce la più grande occasione del primo tempo: dopo una conclusione di Dovbyk respinta da un difensore, Cristante raccoglie dal limite e lascia partire un destro che, deviato, colpisce in pieno il palo alla destra di Okoye. Il legno nega il vantaggio, ma la squadra continua a premere. Al 35’ si fa vedere anche l’Udinese: Kamara carica il tiro da fuori, ma Svilar respinge. Il portiere serbo si conferma garanzia assoluta. Poco dopo arriva l’episodio che cambia la partita: al 41’ lo stesso Kamara tocca col braccio in area, l’arbitro Collu lascia correre, ma il VAR lo richiama alla on-field review. Dopo il controllo il verdetto è chiaro ed evidente a tutti: rigore per la Roma. Sul dischetto si presenta Pellegrini: dopo gli errori di Dybala, Soulé e Dovbyk nei precedenti match, il capitano non sbaglia, spiazza Okoye e fa esplodere l’Olimpico. È l’1-0, meritato e liberatorio. Il primo tempo si chiude con una nota amara: Dovbyk si ferma per un problema al quadricipite (si teme la lesione) e lascia il posto a Baldanzi. Gasperini si ritrova senza punte di ruolo, ma la Roma non perde compattezza né intensità. Con il falso nove, la manovra diventa persino più fluida e il palleggio più rapido.

Nella ripresa la Roma gestisce e colpisce al momento giusto. Dopo un quarto d’ora arriva il raddoppio: un’azione perfettamente disegnata in stile Gasperini. Celik scambia nello stretto con Mancini, chiude la triangolazione in area e con un destro preciso infila Okoye. È la sua prima rete in Serie A, un gol che indirizza definitivamente la sfida. L’Udinese prova a reagire. Al 71’ N’Dicka sbaglia un disimpegno e regala palla a Zaniolo, accolto da una pioggia di fischi nel suo ritorno all’Olimpico. L’ex romanista si presenta a tu per tu con Svilar, ma il portiere serbo esce bene e lo ipnotizza, chiudendogli lo specchio. Gli ospiti insistono nel finale: all’85’ il neoentrato Bayo stacca bene di testa, ma trova ancora un riflesso eccezionale di Svilar, che devia in angolo. Sul successivo corner, ancora un intervento sicuro del portiere giallorosso, che blinda la porta e il risultato. Al 88’ Atta si inventa un tiro velenoso che scheggia il palo, l’ultimo brivido di un match in cui la Roma ha comunque sempre dato l’impressione di controllo.

Dopo quattro minuti di recupero, Collu fischia la fine: la Roma vince 2-0, ottiene il sesto clean sheet in campionato e chiude la prima parte di stagione da capolista. Sono appena 12 i gol segnati, ma tutti pesantissimi: 24 punti che valgono il primato in classifica, condiviso con l’Inter dopo il successo nerazzurro sulla Lazio. Gasperini si gode una squadra sempre più solida e consapevole, in grado di trovare la vittoria anche senza i suoi uomini più creativi. Sotto la Curva Sud, il boato dei tifosi accompagna l’uscita dei giocatori: la Roma va alla sosta con la miglior difesa del campionato e la sensazione di potersi giocare davvero tutto.

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