• 24 Aprile 2024 1:51

Dipendente licenziata per video hot: caso di revenge porn o giusta causa?

DiRedazione

Mar 14, 2024

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Una dipendente della AS Roma è stata licenziata in tronco per “incompatibilità ambientale” dopo che un video intimo che la ritraeva è stato diffuso all’interno del centro sportivo di Trigoria. La donna, che non è stata identificata, ha subito una profonda umiliazione e ora si trova senza lavoro.

Il video, che la mostra in atteggiamenti sessuali con un uomo, sarebbe stato girato di nascosto e poi condiviso da un giocatore della squadra Primavera per poi diffondersi a macchia d’olio tra molti dipendenti. La società, venuta a conoscenza del fatto, ha avviato un’indagine interna che ha portato al licenziamento della donna. La vicenda ha sollevato diverse questioni. Da un lato, c’è chi sostiene che la Roma abbia agito correttamente, tutelando la propria immagine e il proprio ambiente di lavoro. Dall’altro, c’è chi denuncia un caso di revenge porn, ossia la vendetta di un ex partner che ha diffuso il video per danneggiare la donna.

La Roma ha difeso la sua decisione di licenziare la dipendente, affermando che il video “ha violato il codice etico aziendale e ha creato un clima di tensione e di imbarazzo all’interno dell’ambiente di lavoro”. La società ha inoltre precisato che “non tollera in alcun modo comportamenti che possano ledere la dignità e la reputazione dei propri dipendenti”. L’avvocato della donna, invece, ha contestato la decisione della Roma, parlando di “licenziamento illegittimo e discriminatorio”. L’avvocato ha sostenuto che la donna è stata vittima di revenge porn e che la sua privacy è stata violata. Ha inoltre annunciato che ricorrerà in tribunale per ottenere il reintegro della dipendente nel suo posto di lavoro.

Dipendente licenziata per il video hot, la Roma farà giurisprudenza?

La vicenda della dipendente della Roma è un caso complesso che apre diverse questioni. Da un lato, c’è il diritto della società di tutelare la propria immagine e il proprio ambiente di lavoro. Dall’altro, c’è il diritto della donna alla privacy e alla tutela della sua dignità. La vicenda è ancora in corso e non è chiaro come si evolverà. La donna ha annunciato che ricorrerà in tribunale e sarà interessante vedere come la magistratura si pronuncerà su questo caso.

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