Buona la prima… e che prima! Gian Piero Gasperini si prende il derby d’esordio con la Roma e lo fa nel modo pmigliore possibile: battendo la Lazio in casa loro, davanti a un Olimpico sold out e in delirio giallorosso. A scrivere la storia è Lorenzo Pellegrini, l’uomo più discusso dell’estate romanista, sempre col piede in partenza e invece ancora una volta decisivo nella partita che vale una stagione. Il suo destro chirurgico al 38’ manda in paradiso la Roma, che ritrova una vittoria nella stracittadina esterna dopo otto lunghi anni.
La scelta di Gasperini di rilanciare Pellegrini dal primo minuto è una scommessa vinta. Accanto a lui Soulé e Ferguson, con Dybala fuori per infortunio. Assenti pure Hermoso e Wesley, al loro posto c’è Celik nel terzetto difensivo e Rensch esterno. Per il resto tutti confermati. Sarri risponde con un attacco inedito formato da Pedro e Dia, lasciando fuori Castellanos.
L’avvio è contratto, duro, con tanti falli e tensione a centrocampo. La prima vera svolta arriva già al 14’, quando Dele-Bashiru si fa male al flessore ed è costretto a lasciare il campo. Dentro Belahyane, che però a fine gara sarà protagonista in negativo con un rosso diretto. La Lazio cresce, spinta da Pedro e Zaccagni: l’ex Barça spara alto, Tavares manda a lato di mancino e Rovella mette in area un pallone velenoso senza trovare compagni pronti. Proprio nel momento di massima pressione biancoceleste, però, arriva la magia romanista: Tavares sbaglia in uscita, Rensch recupera con il pressing e serve Soulé, che di prima appoggia a Pellegrini. Il numero 7 calcia di prima intenzione e infila Provedel sul secondo palo. L’Olimpico esplode, il centrocampista scoppia in lacrime per l’abbraccio dei compagni: è ancora lui, al ritorno in campo mesi dopo l’operazione al tendine della coscia, l’uomo derby. Nel finale di tempo la Roma sfrutta le precarie condizioni di Rovella e sfiora addirittura il raddoppio con Rensch, murato da Provedel a due passi dalla linea.
La ripresa si apre con un sinistro velenoso di Angelino, respinto in corner dal portiere laziale. Ma l’occasione più clamorosa capita al 54’: Dia parte in campo aperto e si presenta a tu per tu con Svilar, sprecando tutto calciando alto sopra la traversa. Un errore che pesa come un macigno sul morale della Lazio. E fa tirare un sospiro di sollievo gigante ai tifosi giallorossi. Sarri prova a correre ai ripari con Castellanos, che al 75’ sfiora il palo con un destro a giro. Gasperini risponde con i cambi: dentro Dovbyk, Baldanzi e Pisilli per dare fiato e contenere la pressione. Il finale è un concentrato di tensione: si alzano i toni, arrivano i primi gialli, poi il rosso diretto a Belahyane per un’entrata durissima su Koné. La Lazio, nonostante l’inferiorità numerica, va vicinissima al pari al 94’, quando Cataldi dai venti metri colpisce il palo esterno a Svilar battuto. È l’ultimo brivido di una serata che si chiude con la festa romanista sotto la Curva Sud.
Per la Lazio è crisi piena: tre sconfitte nelle prime quattro partite del nuovo campionato. Per la Roma, invece, è una vittoria che vale oro: terzo successo in campionato, quota 9 in classifica insieme a Milan e Napoli, ad un solo punto dalla Juventus capolista. Ma soprattutto un derby che rimarrà scolpito nella memoria: Gasperini lo vince all’esordio, Pellegrini si riprende la sua Roma e la Sud esplode di gioia come non accadeva da anni con i biancocelesti in casa. Adesso, dopo i giusti festeggiamenti, inizierà la campagna europea con la trasferta in casa del Nizza.
